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Dopo un intervento

Ferita chirurgica: come capire se si sta infettando

Nei primi giorni dopo un intervento è difficile distinguere il normale decorso da un problema che inizia. Ci sono però cinque segnali che non vanno mai ignorati.

Scritto e verificato da Caterina Sarna, infermiera libera professionista

· Ultima revisione clinica · 5 min di lettura

La regola che vale più di ogni singolo sintomo è questa: un decorso normale migliora ogni giorno, un’infezione peggiora. Se al quinto giorno una cosa sta peggio che al terzo, quella è l’informazione che conta — indipendentemente da quanto sembri poco.

Si torna a casa dopo un intervento con una lettera di dimissione, una ferita coperta da una medicazione e una domanda che nessuno ha davvero sciolto: come faccio a capire se sta andando bene? È una domanda legittima, perché nei primi giorni un po’ di arrossamento, un po’ di gonfiore e un po’ di dolore sono normali. Sono la reazione del corpo al taglio. Il problema è che i primi segni di un’infezione assomigliano a quelli — solo che, invece di ridursi giorno dopo giorno, aumentano.

Dopo quanti giorni si infetta una ferita chirurgica?

Le infezioni del sito chirurgico si manifestano in genere entro i primi 30 giorni dall’intervento, e più spesso fra la terza e la decima giornata. Quando è stato impiantato un dispositivo — una protesi d’anca, una rete, materiale di sintesi — la finestra di sorveglianza si allunga a diversi mesi.

In pratica: i primi dieci-quindici giorni sono quelli in cui serve più attenzione, ed è la ragione per cui i controlli programmati si concentrano lì.

Cosa è normale e cosa non lo è?

SegnoNormaleDa riferire
ArrossamentoAlone di 1–2 cm lungo la sutura, stabile o in caloRossore che si estende giorno dopo giorno
DolorePresente, ma in diminuzioneDolore che ricompare o aumenta
SecrezioneLiquido chiaro o rosato, scarso, nei primi giorniDensa, torbida, giallo-verde o maleodorante
GonfioreModesto, in riduzioneTeso, duro, caldo al tatto
TemperaturaFebbricola nelle prime 24–48 oreOltre 38 °C, o con brividi

Quali sono i cinque segnali da non ignorare?

1. Arrossamento che si allarga. Un trucco pratico che do sempre: tracci il contorno del rossore con una penna e lo ricontrolli dopo qualche ora. È il modo più semplice per distinguere una crescita reale da un’impressione.

2. Dolore in aumento. È il segnale che le persone sopportano più a lungo, spesso pensando di essere “delicate”. Un dolore che ricompare o cresce dopo essere calato merita sempre una valutazione.

3. Secrezione. L’odore in particolare è un segnale che chi assiste riconosce prima ancora di guardare.

4. Calore e gonfiore localizzati. La zona è più calda del tessuto attorno, tesa, dura.

5. Febbre. Oltre i 38 °C va sempre riferita, anche in assenza di altri segni. Con brividi, ancora prima.

Qual è il segnale che non riguarda la ferita ma va riconosciuto subito?

C’è una cosa che non riguarda la ferita ma va detta in questo contesto, perché è la complicanza post-operatoria più pericolosa e la più fraintesa: il dolore a un solo polpaccio.

Dolore, gonfiore, calore o rossore a una gamba sola dopo un intervento o un periodo di immobilità può indicare una trombosi venosa profonda. Non si aspetta, non si massaggia: si chiama il medico.

Se compaiono difficoltà respiratoria o dolore al torace, si chiama il 112.

Cosa non fare con una ferita chirurgica?

Non tolga la medicazione per controllare più spesso del necessario. Ogni apertura è un’occasione di contaminazione, e il letto della ferita ha bisogno di essere lasciato in pace per riparare.

Non applichi disinfettanti di sua iniziativa. Alcuni prodotti d’uso comune sono citotossici: sterilizzano bene e rallentano la guarigione.

Non bagni la ferita finché non le viene detto che può. Se la medicazione si bagna accidentalmente va cambiata subito, non alla scadenza prevista.

Non tolga i punti da solo e non anticipi la data: una ferita che sembra chiusa in superficie può non esserlo sotto. I tempi corretti dipendono dalla sede, e li trova nella pagina sulla rimozione dei punti.

Non fumi. Il fumo riduce l’ossigenazione dei tessuti ed è uno dei fattori che più rallentano la guarigione di una ferita chirurgica.

Cosa aiuta la guarigione?

Poche cose, ma con effetto reale:

  • Mangiare abbastanza, e con proteine sufficienti. Una ferita è tessuto da ricostruire: senza materiale non si ricostruisce.
  • Idratarsi.
  • Muoversi quanto indicato, né più né meno: l’immobilità favorisce le trombosi, lo sforzo eccessivo mette in tensione la sutura.
  • Controllare la glicemia, se è diabetico: è uno dei fattori che pesano di più sul rischio di infezione.
  • Proteggere la cicatrice dal sole per alcuni mesi dopo la chiusura, altrimenti tende a restare scura in modo permanente.

Perché conta che qualcuno guardi la ferita?

Chi ha appena subito un intervento è nella posizione peggiore per valutarsi. Il dolore post-operatorio confonde il quadro, la stanchezza abbassa l’attenzione, e la tendenza naturale è pensare che tutto rientri nella norma — spesso per non allarmare la famiglia.

Un’infezione riconosciuta il giorno in cui compare si risolve con una medicazione diversa e, se serve, un antibiotico. Riconosciuta cinque giorni dopo può significare una riapertura della sutura, settimane di medicazioni avanzate e talvolta un nuovo ricovero.

È tutta qui la ragione dei passaggi programmati nei primi giorni: non servono a fare qualcosa di complicato, servono perché qualcuno guardi con occhio allenato mentre il problema è ancora piccolo.

Quando chiamare, e chi?

Chiami me se nota uno dei cinque segnali, se la medicazione si è staccata o bagnata, se la ferita ha ripreso a sanguinare, o semplicemente se non è tranquillo. Guardo la ferita, cambio la medicazione e le dico con franchezza se serve un medico.

Chiami il medico o il reparto che l’ha operata in caso di febbre alta persistente, secrezione abbondante, o se la ferita si apre.

Chiami il 112 per difficoltà respiratoria, dolore al torace o un sanguinamento che non si arresta.

Cosa chiedere prima delle dimissioni?

Quattro domande da fare in reparto, che risolvono in anticipo quasi tutti i dubbi:

  • Ogni quanto va cambiata la medicazione, e con quale materiale?
  • Quando posso bagnare la ferita?
  • Quando vanno tolti i punti, e da chi?
  • Quali segnali devono farvi chiamare, e a che numero fuori orario?

Se ha già la data delle dimissioni, l’assistenza infermieristica post-operatoria a domicilio si organizza meglio prima di tornare a casa che dopo: il primo accesso entro le quarantotto ore è quello che vale di più. Se invece la persona resterà a letto a lungo, vale la pena leggere anche come si prevengono le lesioni da pressione.

Altre domande frequenti

Dopo quanti giorni si infetta una ferita chirurgica?

Le infezioni del sito chirurgico si manifestano in genere entro i primi 30 giorni dall'intervento, e più frequentemente fra la terza e la decima giornata. Quando è stato impiantato un dispositivo — per esempio una protesi — la finestra di sorveglianza si allunga a diversi mesi. Il dato pratico da ricordare è che i primi dieci-quindici giorni sono quelli in cui serve più attenzione.

Quanto arrossamento è normale attorno ai punti?

Un alone rosso di uno o due centimetri lungo la linea di sutura, stabile o in riduzione, rientra nel normale processo di riparazione. Non è normale un rossore che si estende verso l'esterno giorno dopo giorno, a chiazze, o che risale con una linea. Un trucco pratico: tracci il contorno con una penna e lo ricontrolli dopo qualche ora, così vede se sta crescendo davvero o è un'impressione.

La ferita perde liquido: è preoccupante?

Un liquido chiaro o leggermente rosato, in piccola quantità e nei primi giorni, è comune. È invece da riferire una secrezione densa, torbida, giallastra o verdastra, oppure maleodorante. L'odore in particolare è un segnale che chi assiste riconosce spesso prima ancora di guardare la ferita.

Posso lavarmi con i punti?

Dipende dal tipo di ferita e da cosa le ha detto il chirurgo, quindi segua quell'indicazione. In generale, molte ferite chirurgiche possono essere bagnate brevemente sotto la doccia dopo alcuni giorni, ma non vanno immerse: bagno in vasca, piscina e mare sono da evitare finché la ferita non è chiusa. Se la medicazione si bagna, va sostituita subito e non alla scadenza prevista.

Che disinfettante devo usare sulla ferita?

Nessuno di sua iniziativa. Alcuni prodotti di uso comune sono citotossici: sterilizzano bene e rallentano la guarigione. La scelta del prodotto e della medicazione fa parte della gestione della ferita e va decisa da chi la valuta.

La ferita si è aperta: cosa faccio?

Una riapertura della sutura — deiscenza — richiede una valutazione senza aspettare. Copra la zona con una garza sterile o un panno pulito, non applichi prodotti e non tenti di richiuderla, e contatti il chirurgo o il reparto che l'ha operata. Se fuoriescono tessuti profondi o la fuoriuscita è abbondante, si va in pronto soccorso.

Ho la febbre dopo l'intervento: è sempre infezione della ferita?

No: nei primissimi giorni una febbricola può avere altre cause, e la febbre non viene sempre dalla ferita. Proprio per questo va riferita al medico invece che interpretata a casa. Una temperatura oltre i 38 °C nei giorni successivi a un intervento va sempre segnalata, con o senza altri segni.

Fonti

Le indicazioni cliniche di questa pagina sono coerenti con le linee guida e i documenti qui elencati. Le parti che riguardano il mio modo di lavorare sono invece esperienza professionale diretta, ed è indicato dove.

Questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario. Se ha un dubbio sulla sua situazione, ne parli con il suo medico — oppure mi chiami.

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