Vai al contenuto
Caterina Sarna 380 467 0580

Gestione di PICC, Port e cateteri venosi centrali a domicilio

Medicazioni periodiche, lavaggi ed eparinizzazione degli accessi venosi centrali, in continuità con il protocollo del centro che li ha posizionati.

Quanto dura
20–30 minuti
Dove
A casa sua o in ambulatorio
Da
35 €

Chi torna a casa con un PICC o con un Port ha spesso alle spalle un percorso impegnativo, e si trova ad avere in braccio o sotto la pelle un dispositivo che va tenuto in ordine con precisione. Sono accessi venosi centrali: consentono terapie che una vena periferica non tollererebbe, ma richiedono una gestione rigorosa perché il rischio principale — l’infezione — arriva dal circolo sanguigno diretto.

È una delle prestazioni in cui la tecnica conta di più, e per cui viene chiesto più spesso un infermiere a domicilio.

Di quali dispositivi mi occupo

PICC — catetere centrale a inserzione periferica, posizionato in una vena del braccio. È il più diffuso per le terapie di media e lunga durata.

Port-a-cath — serbatoio impiantato sotto la pelle, di solito sul torace, a cui si accede con un ago dedicato. Molto usato nei percorsi oncologici perché non si vede e non limita la vita quotidiana.

Cateteri venosi centrali a inserzione centrale, tunnellizzati e non.

Midline e accessi a lunga permanenza.

Cosa comprende la gestione

  1. Medicazione del punto di inserzione, con tecnica sterile e ispezione della cute.
  2. Sostituzione dei sistemi di fissaggio e dei connettori, secondo protocollo.
  3. Lavaggio con soluzione fisiologica e, dove previsto, eparinizzazione, per mantenere il catetere pervio.
  4. Sostituzione dell’ago di Huber nei Port in uso continuativo.
  5. Prelievi ematici dall’accesso, quando il protocollo lo consente.
  6. Somministrazione di terapie infusionali attraverso l’accesso.
  7. Controllo e documentazione di ogni passaggio.

Perché il protocollo non si improvvisa

Ogni centro consegna, insieme al dispositivo, un protocollo di gestione: intervalli di medicazione, tipo di lavaggio, volumi, materiali. Quel documento è il riferimento, e il mio compito è eseguirlo con precisione e annotare quanto fatto — non sostituirlo con abitudini personali.

Se il protocollo non le è stato consegnato, o se l’ha perso, me lo dica: prima di iniziare va recuperato dal centro.

Cosa insegno a lei e a chi la assiste

  • Come proteggere la medicazione durante la doccia.
  • Cosa guardare ogni giorno al punto di inserzione.
  • Come posizionare il braccio e cosa evitare — pesi, misurazione della pressione dal lato del PICC, movimenti ripetuti estremi.
  • Quando chiamare e quando invece rivolgersi direttamente al centro.

Dove

A domicilio in Pisa, Cascina, San Giuliano Terme, Calci, Vicopisano e Vecchiano, oppure in ambulatorio a Riglione per chi si sposta senza difficoltà e preferisce venire.

Sul costo. Il kit di medicazione, se non fornito dal centro di riferimento, è a parte. Il prezzo esatto glielo dico al telefono quando fissiamo, mai dopo. Vedi tutte le tariffe.

Domande frequenti

Ogni quanto va cambiata la medicazione del PICC?

Dipende dal tipo di medicazione. Le medicazioni trasparenti in poliuretano si sostituiscono di norma ogni sette giorni; quelle in garza, che non permettono di ispezionare il punto di inserzione, richiedono cambi più frequenti — indicativamente ogni due giorni. In entrambi i casi la medicazione va sostituita immediatamente se si stacca, si bagna o si sporca. Il protocollo di riferimento resta quello del centro che ha posizionato l'accesso.

Il Port va gestito anche quando non lo uso?

Sì. Un Port non utilizzato va comunque lavato periodicamente per mantenerlo pervio, con un intervallo che il centro di riferimento stabilisce in base al dispositivo. È una procedura breve, ma saltarla ripetutamente è il modo più comune per ritrovarsi con un accesso occluso proprio quando serve.

Posso fare la doccia con il PICC?

Sì, con la protezione adeguata. Esistono coperture impermeabili specifiche, oppure si può usare della pellicola sigillata sui bordi. La regola è che la medicazione non deve mai bagnarsi: se succede, va cambiata subito e non alla scadenza prevista. Il bagno in vasca, la piscina e il mare sono invece da evitare.

Quali segnali devono preoccuparmi?

Arrossamento, gonfiore, dolore o secrezione al punto di inserzione; febbre o brividi, soprattutto se compaiono subito dopo l'uso dell'accesso; gonfiore del braccio o del collo dal lato del catetere; difficoltà a lavare o resistenza all'infusione; fuoriuscita del catetere anche di pochi centimetri. In tutti questi casi mi chiami, e se c'è febbre alta contatti anche il centro di riferimento.

Fate anche i prelievi dal catetere centrale?

Sì, quando è previsto dal protocollo del centro. Il prelievo da accesso centrale richiede una sequenza precisa di scarto, prelievo e lavaggio, che va rispettata sia per l'attendibilità del risultato sia per la pervietà del catetere.

Chi ha posizionato il PICC deve essere informato?

La gestione domiciliare non sostituisce il centro che ha posizionato l'accesso: lo affianca. Seguo il protocollo che vi è stato consegnato e documento ogni passaggio, così che al controllo successivo il centro sappia esattamente cosa è stato fatto.

Chiami pure, rispondo io

Non c'è un centralino e non deve spiegare tutto subito. Mi dica di cosa ha bisogno e in che zona si trova: le dico se posso passare, quando e quanto costa.

Lunedì, Mercoledì, Venerdì 7:15 – 10:00 · 14:00 – 18:00 · Sabato mattina · A domicilio anche fuori orario, su appuntamento

Dove vengo

A domicilio in questi comuni. Nella pagina di ciascuno trova i tempi di arrivo.

Chiama ora WhatsApp