Prelievi ed esami
Digiuno per le analisi del sangue: quante ore servono davvero
Otto ore o dodici? L'acqua si può bere? E il caffè amaro conta? Le regole vere, e i casi in cui digiunare non serve a niente.
Scritto e verificato da Caterina Sarna, infermiera libera professionista
· Ultima revisione clinica · 6 min di lettura
Per la maggior parte degli esami che richiedono il digiuno bastano 8 ore. Per l’assetto lipidico completo — colesterolo e trigliceridi — ne servono 12. L’acqua naturale si può bere, e anzi conviene berla; caffè e tè no, nemmeno amari.
Questa è la risposta breve. Sotto c’è quella utile, perché la parte che genera più errori non è il numero di ore: sono i farmaci, le bevande e gli esami per cui il digiuno non serve affatto e che molte persone affrontano digiunando per abitudine.
È la domanda che mi fanno più spesso al telefono, e arriva quasi sempre con un po’ d’ansia: la persona ha già saltato la cena, non sa se il caffè della mattina ha rovinato tutto, e teme di dover rifare il prelievo.
Perché il digiuno cambia i risultati?
Dopo un pasto alcuni valori nel sangue si muovono parecchio nel giro di poche ore. La glicemia sale, i trigliceridi salgono molto — a volte al punto da rendere il campione lattescente e difficile da analizzare — e altri parametri si spostano abbastanza da falsare il confronto con la scala di riferimento.
Ed è proprio questo il punto che sfugge: i valori di riferimento stampati sul referto sono calcolati su persone a digiuno. Un prelievo fatto dopo colazione non dà un risultato “sbagliato”: dà un risultato non confrontabile con quella scala. Da lì possono partire accertamenti inutili, oppure — più insidioso — può passare inosservato qualcosa che meritava attenzione.
Quante ore di digiuno servono, esame per esame?
| Esami | Digiuno | Nota |
|---|---|---|
| Glicemia | 8 ore | Il più comune fra quelli che lo richiedono |
| Colesterolo, trigliceridi, assetto lipidico | 12 ore | I trigliceridi sono i più sensibili al pasto |
| Insulina, curva glicemica | 8–12 ore | Seguire l’indicazione specifica ricevuta |
| Emocromo | Non necessario | |
| Funzionalità tiroidea (TSH, FT3, FT4) | Non necessario | |
| Funzionalità epatica e renale | Non necessario di norma | |
| Coagulazione (PT, INR) | Non necessario | |
| Marcatori di infiammazione (VES, PCR) | Non necessario |
In pratica: se cena alle 20 e fa il prelievo alle 8 del mattino, ha rispettato entrambe le soglie senza sforzo. È esattamente il motivo per cui i centri prelievi aprono presto, e per cui il mio ambulatorio apre alle 7:15.
Un’avvertenza nella direzione opposta, che raramente qualcuno dà: digiunare più del necessario non migliora nulla. Oltre le 14-16 ore l’organismo comincia a mobilitare le riserve e alcuni valori si rimettono in movimento. Restare a digiuno dal pranzo del giorno prima non è più prudente — è solo più faticoso, e per una persona anziana o diabetica può essere rischioso.
Si può bere acqua prima del prelievo?
Sì, e conviene. L’acqua naturale non altera i risultati e mantiene il volume circolante: una persona idratata ha vene molto più facili da trovare.
È il singolo accorgimento che fa la differenza fra un prelievo che riesce al primo tentativo e uno laborioso, e conta soprattutto nelle persone anziane, dove la disidratazione è frequente e le vene diventano sfuggenti. Se in passato le hanno “bucato” più volte un braccio, bere bene la sera prima e al risveglio è la cosa più utile che possa fare.
Rompono invece il digiuno:
- caffè e tè, anche amari e anche decaffeinati: la caffeina ha effetti metabolici indipendenti dallo zucchero;
- succhi, bibite, latte, in qualsiasi quantità;
- caramelle, mentine e gomme da masticare, anche senza zucchero: la masticazione avvia comunque la digestione;
- alcol, che andrebbe evitato già dalla sera prima.
Il fumo non rompe tecnicamente il digiuno, ma altera diversi parametri: meglio evitarlo nelle ore precedenti. Stesso discorso per l’attività fisica intensa.
Devo sospendere i farmaci prima delle analisi?
Questa è la parte in cui si sbaglia più spesso, e quasi sempre per eccesso di prudenza: la persona salta la terapia pensando di fare la cosa giusta.
Non lo faccia di sua iniziativa. La regola generale è che la terapia abituale si assume normalmente, con un sorso d’acqua, salvo diversa indicazione del medico che ha prescritto gli esami. Sospendere un antipertensivo, un anticoagulante o un farmaco per il cuore per fare un prelievo è un rischio incomparabilmente maggiore di qualunque alterazione del risultato.
Le eccezioni reali esistono — per esempio quando si deve misurare la concentrazione di un farmaco nel sangue, e allora il prelievo va fatto prima della dose — ma sono situazioni in cui il medico lo dice esplicitamente, per iscritto.
In ogni caso, porti l’elenco dei farmaci che assume, integratori compresi. Alcuni influenzano i risultati, e il laboratorio deve poterne tenere conto quando li interpreta.
Cosa succede se ho mangiato per sbaglio?
Dipende da quali esami erano previsti.
Se c’erano glicemia o assetto lipidico, conviene rimandare: il risultato non sarebbe confrontabile con i valori di riferimento, e un referto inutilizzabile costa più tempo di un appuntamento spostato.
Se gli esami non richiedevano il digiuno — ed è il caso di parecchi — si procede tranquillamente.
La cosa importante è dirlo prima del prelievo, non dopo. In trenta secondi si decide insieme se ha senso procedere, e nessuno si offende: capita a tutti.
Per quali esami il digiuno non serve?
Molte persone digiunano per abitudine anche quando non serve, e passano una mattinata scomoda per niente. Non lo richiedono, tra gli altri, l’emocromo, la funzionalità tiroidea, la maggior parte dei dosaggi ormonali, i marcatori di infiammazione e i test della coagulazione.
Il punto pratico è questo: quando fissiamo l’appuntamento le dico esattamente cosa vale per la sua richiesta, guardando cosa c’è scritto sulla prescrizione. Così non rischia di venire a digiuno senza motivo né — molto peggio — di dover ripetere il prelievo.
Come prepararsi, passo per passo
- La sera prima ceni a un orario ragionevole, senza esagerare con i grassi, e non beva alcol.
- Beva acqua la sera e al risveglio, salvo diversa indicazione medica.
- Prenda la terapia come sempre, se non le è stato detto diversamente.
- Si vesta con maniche larghe, o comunque con qualcosa che si sollevi facilmente sopra il gomito.
- Tenga a portata di mano prescrizione, tessera sanitaria ed elenco dei farmaci.
- Eviti fumo e sforzi nelle ore precedenti.
- Se in passato ha avuto prelievi difficili, lo dica prima: cambia il modo in cui imposto la procedura, e spesso basta questo per evitare un secondo tentativo.
Cosa chiedere quando si prenota?
Tre domande che risolvono in anticipo quasi tutti i dubbi:
- Questi esami richiedono il digiuno, e per quante ore?
- Devo prendere la terapia del mattino prima o dopo il prelievo?
- Serve altro oltre al sangue — per esempio un campione di urine da raccogliere a casa?
Se le hanno dato indicazioni discordanti, capita: variano leggermente fra laboratori, e alcuni esami specialistici hanno regole proprie. In caso di dubbio vale l’indicazione di chi analizzerà il campione.
Se andare al centro prelievi è complicato
Per una persona anziana, per chi ha difficoltà di mobilità, per chi sta recuperando da un intervento o semplicemente per chi non riesce a incastrare l’orario con il lavoro, la fila a digiuno è un ostacolo concreto — e spesso è la ragione per cui i controlli vengono rimandati per mesi.
Il prelievo del sangue a domicilio elimina il problema alla radice: vengo io all’ora concordata, e le provette arrivano al laboratorio senza che lei debba muoversi. Se preferisce venire, l’ambulatorio di Riglione apre alle 7:15 proprio perché il digiuno pesi il meno possibile.
Se sta organizzando l’assistenza per un genitore e non sa bene a chi rivolgersi per cosa, può esserle utile anche questa panoramica sulle figure che assistono a casa.
Altre domande frequenti
Quante ore di digiuno servono per le analisi del sangue?
Otto ore per la maggior parte degli esami che il digiuno lo richiedono, compresa la glicemia. Dodici ore per l'assetto lipidico completo — colesterolo e soprattutto trigliceridi. Cenando alle 20 e facendo il prelievo alle 8 del mattino si rispettano entrambe le soglie senza sforzo.
Si può bere acqua prima del prelievo?
Sì, e conviene farlo. L'acqua naturale non altera i risultati e mantiene il volume del sangue: una persona idratata ha vene molto più facili da trovare, il che rende il prelievo più rapido e meno fastidioso. Vanno evitate solo le acque aromatizzate o zuccherate.
Il caffè amaro rompe il digiuno?
Sì. La caffeina ha effetti metabolici indipendenti dallo zucchero e può alterare alcuni parametri, quindi il caffè va evitato anche senza zucchero e anche decaffeinato. Vale lo stesso per il tè.
Devo sospendere i farmaci prima delle analisi?
No, non di propria iniziativa. La regola generale è che la terapia abituale si assume normalmente con un sorso d'acqua. Sospendere un antipertensivo o un farmaco cardiologico per fare un prelievo è un rischio molto maggiore di qualunque alterazione del risultato. Le eccezioni esistono — per esempio quando si deve misurare la concentrazione di un farmaco nel sangue — ma in quei casi il medico lo dice esplicitamente.
Ho mangiato per sbaglio: devo rimandare il prelievo?
Dipende dagli esami. Se erano previsti glicemia o trigliceridi, conviene rimandare: il risultato non sarebbe confrontabile con i valori di riferimento. Se gli esami non richiedevano digiuno, si procede tranquillamente. Lo dica prima del prelievo, non dopo: si decide insieme in trenta secondi.
Digiunare più a lungo migliora i risultati?
No, e oltre le 14-16 ore può peggiorarli. Un digiuno molto prolungato porta l'organismo a mobilitare le riserve, e alcuni valori tornano a muoversi. Restare senza mangiare dal pranzo del giorno prima non è più prudente: è solo più faticoso e non serve.
Il fumo influenza le analisi del sangue?
Non rompe tecnicamente il digiuno, ma altera diversi parametri e andrebbe evitato nelle ore precedenti al prelievo, insieme all'attività fisica intensa e all'alcol già dalla sera prima.
Fonti
Le indicazioni cliniche di questa pagina sono coerenti con le linee guida e i documenti qui elencati. Le parti che riguardano il mio modo di lavorare sono invece esperienza professionale diretta, ed è indicato dove.
- Blood tests — informazioni per i pazienti NHS, Regno Unito
- Portale del Ministero della Salute — prevenzione e diagnostica Ministero della Salute, Italia
- EpiCentro — portale di epidemiologia per la sanità pubblica Istituto Superiore di Sanità
Questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario. Se ha un dubbio sulla sua situazione, ne parli con il suo medico — oppure mi chiami.