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Cateteri e accessi venosi

Catetere vescicale a casa: la guida per chi assiste

Il catetere accompagna una persona per mesi o per anni, e la qualità della vita dipende quasi tutta da come viene gestito nella quotidianità. Poche regole, seguite bene.

Scritto e verificato da Caterina Sarna, infermiera libera professionista

· Ultima revisione clinica · 6 min di lettura

Quando una persona torna a casa con un catetere vescicale, la famiglia riceve in genere due minuti di spiegazioni e una sacca di ricambio. Poi comincia la vita vera, fatta di domande pratiche: dove va tenuta la sacca, si può fare la doccia, l’urina torbida è normale, e cosa si fa se smette di funzionare di domenica.

Le regole che contano davvero sono quattro, e la prima è che la sacca deve stare sempre più in basso della vescica. Sono poche cose, ma seguirle bene fa la differenza fra un presidio che si dimentica e un problema quotidiano.

Quali sono le quattro regole che contano?

1. La sacca sta sempre più in basso della vescica. È la regola più importante e la più violata. Se la sacca sale sopra il livello della vescica — perché la si appoggia sul letto per spostare la persona, o la si posa sul tavolo — l’urina può rifluire indietro, e con lei i batteri. Anche pochi minuti bastano. Quando si sposta qualcuno, la sacca si sposta insieme e resta bassa; nel dubbio, si chiude il rubinetto per il tempo dello spostamento.

2. La sacca non tocca mai il pavimento. Va agganciata al letto o alla sedia, non appoggiata a terra.

3. Il sistema si apre il meno possibile. Ogni scollegamento fra catetere e sacca è un’occasione di contaminazione. Si svuota dal rubinetto in fondo, senza smontare nulla.

4. Il tubo non deve avere pieghe. Un tubo inginocchiato sotto una gamba o schiacciato dalla sponda del letto blocca il drenaggio senza che nessuno se ne accorga, finché la vescica non si distende. È la prima cosa da controllare quando qualcosa non va.

Come si fa l’igiene quotidiana?

Serve meno di quanto si pensi, ma va fatta tutti i giorni.

Si lava la zona di inserzione con acqua e sapone neutro, una volta al giorno e dopo ogni evacuazione, muovendosi dal punto di uscita verso l’esterno e non al contrario. Si asciuga tamponando.

Non servono disinfettanti, e non fanno bene: irritano la mucosa e selezionano batteri più resistenti. Non serve nemmeno il talco, che si impasta con l’umidità.

Il tubo va fissato — con un cerotto apposito o una fascetta — alla coscia o all’addome, lasciando un po’ di gioco. Serve a evitare che ogni movimento tiri sul catetere: la trazione ripetuta è una causa frequente di irritazione e di lesioni del meato.

Quanto deve bere una persona con il catetere?

Chi ha un catetere tende a bere meno, per una ragione comprensibile: tanto la sacca si riempie comunque, e nessuno vuole chiedere di svuotarla di continuo.

È un errore. Una buona idratazione mantiene l’urina diluita, riduce la formazione di incrostazioni che ostruiscono il catetere e abbassa il rischio di complicanze. Salvo controindicazioni — scompenso cardiaco, insufficienza renale, restrizioni prescritte dal medico — bere regolarmente durante la giornata è una delle cose più utili che si possano fare.

Ogni quanto si cambia il catetere vescicale?

Non esiste un intervallo valido per tutti, e le indicazioni più recenti vanno proprio nella direzione opposta al cambio mensile automatico.

La sostituzione si basa sulle condizioni cliniche — segni di infezione, incrostazioni, ostruzione, perdite — e sulla durata indicata dal produttore per quel tipo di catetere, che per i cateteri a permanenza in silicone arriva in genere fino a dodici settimane.

Nella pratica alcune persone incrostano rapidamente e hanno bisogno di intervalli più brevi; altre restano tranquille a lungo. Il ritmo giusto per la singola persona si costruisce osservando come vanno i primi mesi — ed è una delle ragioni per cui conviene essere seguiti sempre dalla stessa persona.

Cosa fare se il catetere non drena?

È l’emergenza più comune, e nella maggior parte dei casi si risolve in casa. In ordine:

  1. Controlli il tubo. Pieghe, inginocchiamenti, tubo schiacciato sotto la persona o sotto la sponda del letto.
  2. Controlli la posizione della sacca. Deve essere sotto il livello della vescica.
  3. Controlli il rubinetto di scarico: capita che resti chiuso dopo lo svuotamento.
  4. Guardi la pancia. Se il basso ventre è teso e dolente, la vescica si sta distendendo: la situazione non può aspettare.

Se dopo questi controlli non drena, chiami. Un catetere ostruito si risolve quasi sempre con un lavaggio o con una sostituzione, che si fanno a domicilio. Se non riesce a raggiungere nessuno e il dolore aumenta, o la persona non urina da diverse ore, vada in pronto soccorso: la distensione vescicale prolungata è dolorosa e può fare danno.

Quali sono i segnali di infezione?

Da riferire al medico:

  • urina torbida o maleodorante in modo nuovo;
  • bruciore o dolore, anche con il catetere in sede;
  • febbre, con o senza brividi;
  • sangue nelle urine oltre qualche traccia;
  • dolore al fianco o alla schiena, che può indicare un coinvolgimento renale;
  • nella persona anziana, confusione o sonnolenza improvvise: nell’anziano un’infezione urinaria si manifesta spesso così, prima ancora che con la febbre. È il segnale che i familiari faticano di più a collegare, ed è quello da riconoscere per primo.

Attenzione a un punto importante: nelle persone con catetere a lungo termine la presenza di batteri nelle urine è quasi costante e non significa di per sé infezione da trattare. Quello che conta sono i sintomi. Le decisioni sugli antibiotici spettano al medico, e trattare una batteriuria asintomatica fa più danno che bene, perché seleziona resistenze senza alcun beneficio.

Cosa è normale e cosa no?

SituazioneNormaleDa riferire
Sangue dopo una sostituzioneQualche goccia, per un giornoSanguinamento persistente o abbondante
Depositi biancastri nel tuboPiccoli, inizialiAbbondanti: l’intervallo di cambio va accorciato
Perdite a fianco del catetereMaiSempre da valutare
Fastidio nei primi giorniModestoDolore vero, bruciore, spasmi frequenti

Sulle perdite vale una precisazione, perché è un errore comune: non si risolvono mettendo un catetere di calibro maggiore, che anzi spesso peggiora la situazione. Dipendono più spesso da spasmi vescicali o da un’ostruzione.

Cosa chiedere al momento delle dimissioni?

  • Che tipo di catetere è e qual è la durata prevista dal produttore?
  • Quando è previsto il prossimo cambio, e chi lo fa?
  • A che numero chiamare se smette di drenare fuori orario?
  • Ci sono restrizioni sui liquidi da rispettare?

Chi insegna a gestirlo?

Alla prima visita mostro come svuotare e sostituire la sacca, come fare l’igiene, come fissare il tubo e quali segnali richiedono una telefonata. Chi assiste un familiare cateterizzato deve sapere cosa guardare tutti i giorni: è metà del lavoro, e non richiede competenze tecniche.

Il resto — posizionamento, sostituzioni programmate, lavaggi, interventi quando qualcosa si blocca — rientra nella gestione del catetere vescicale a domicilio, su prescrizione medica, a Pisa e nei comuni vicini.

Se sta organizzando ora l’assistenza a un genitore e non sa a chi rivolgersi per cosa, può esserle utile questa panoramica sulle figure che assistono a casa. E se la persona passa molte ore a letto, vale la pena leggere anche come si prevengono le lesioni da pressione.

Altre domande frequenti

Ogni quanto si cambia il catetere vescicale?

Non esiste un intervallo valido per tutti, e le indicazioni più recenti vanno nella direzione opposta al cambio mensile automatico. La sostituzione si basa sulle condizioni cliniche — segni di infezione, incrostazioni, ostruzione, perdite — e sulla durata indicata dal produttore per quel tipo di catetere, che per i cateteri a permanenza in silicone arriva in genere fino a dodici settimane. Nella pratica alcune persone incrostano rapidamente e hanno bisogno di intervalli più brevi: il ritmo giusto si costruisce osservando i primi mesi.

Il catetere non drena: cosa devo fare?

In ordine: controlli che il tubo non abbia pieghe o non sia schiacciato sotto la persona o la sponda del letto; verifichi che la sacca sia più in basso della vescica; controlli che il rubinetto di scarico non sia rimasto chiuso; guardi il basso ventre. Se è teso e dolente, la vescica si sta distendendo e la situazione non può aspettare. Se dopo questi controlli non drena, chiami: quasi sempre si risolve con un lavaggio o una sostituzione a domicilio. Se non riesce a raggiungere nessuno e il dolore aumenta, vada in pronto soccorso.

Le urine sono torbide: è un'infezione?

Non necessariamente. Nelle persone con catetere a lungo termine la presenza di batteri nelle urine è quasi costante e non significa di per sé infezione da trattare. Quello che conta sono i sintomi: febbre, bruciore, dolore al fianco, urina maleodorante in modo nuovo, sangue, o nell'anziano una confusione improvvisa. Le decisioni sugli antibiotici spettano al medico, e trattare una batteriuria senza sintomi fa più danno che bene.

Si può fare la doccia con il catetere?

Sì. La doccia si può fare normalmente, con la sacca collegata. Vanno evitati il bagno in vasca e l'immersione. Dopo, la zona va asciugata bene tamponando.

Quanto deve bere una persona con il catetere?

Salvo controindicazioni mediche — scompenso cardiaco, insufficienza renale, restrizioni prescritte — una buona idratazione è una delle cose più utili: mantiene l'urina diluita, riduce le incrostazioni che ostruiscono il catetere e abbassa il rischio di complicanze. Molte persone con catetere bevono meno per non dover chiedere di svuotare la sacca, ed è un errore.

Ci sono perdite di urina a fianco del catetere: è normale?

No, non è normale, e in genere non si risolve mettendo un catetere di calibro maggiore — che anzi spesso peggiora la situazione. Le perdite dipendono spesso da spasmi vescicali o da un'ostruzione del catetere, e vanno valutate.

Il catetere è uscito accidentalmente: cosa faccio?

Non tenti di reinserirlo. Chiami, perché va riposizionato con tecnica sterile da un professionista. Nel frattempo annoti l'ora in cui è uscito e osservi se la persona riesce a urinare spontaneamente: sono le due informazioni che servono per decidere come procedere.

Fonti

Le indicazioni cliniche di questa pagina sono coerenti con le linee guida e i documenti qui elencati. Le parti che riguardano il mio modo di lavorare sono invece esperienza professionale diretta, ed è indicato dove.

Questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario. Se ha un dubbio sulla sua situazione, ne parli con il suo medico — oppure mi chiami.

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